L’evoluzione della società è determinata dal succedersi delle generazioni, come si scopre analizzando dove si posizionano sulla mappa dei valori i segmenti di età in cui è suddivisa la popolazione italiana.  Un’evoluzione che si sviluppa lungo l’asse che va dalla polarità ‘protezione-difesa’ alla polarità ‘potenziamento-crescita’.

Giovani e anziani si posizionano agli estremi dell’asse, i segmenti di età intermedia gravitano verso il centro, delineando una perfetta successione di generazioni e indicando la traiettoria dello sviluppo. Nel complesso, l’analisi ci restituisce la visione di un paese in equilibrio tra passato e futuro, tra resistenza e spinta al cambiamento. Si intuisce facilmente che,in un paese che invecchia, come i dati e le proiezioni ISTAT dimostrano implacabilmente,  il ritmo del cambiamento è più lento di quanto non ci si potrebbe aspettare.

Il percorso poi è assai meno lineare di quanto sembrerebbe a prima vista. La condizione di genitori, ad esempio, modifica radicalmente la sensibilità ai valori dettata dall'età biologica. La presenza di un figlio piccolo produce una inversione di tendenza rispetto alla traiettoria attesa: i genitori con bambini sotto i 12 anni - in media anagraficamente più giovani - esprimono posizioni conservative, vicine alla polarità ‘protezione e difesa’; i genitori con figli adolescenti, più maturi di età,si dimostrano aperti alle novità e alla sperimentazione pur di rimanere al passo con i propri ragazzi.

Più prevedibili i single e le coppie senza figli:meno gravati dalle responsabilità famigliari, riescono ad essere meno conformisti e più disponibili a rompere con le regole e le convezioni sociali.

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